Insomma...dopo averci sperato ed atteso per 4/5 giorni, ormai avevo rinunciato a sperare di rivederlo, a sperare che ripassasse, e da fatalista quale sono, ero arrivata anche a pensare che evidentemente e' cosi' che doveva andare.
Quel pomeriggio quindi, appena aperto, decisi di distrarmi, di non pensarlo piu', e uscii a pulire la vetrata del negozio. Un ultimo sguardo a destra e sinistra della strada, in su e in giu' della via, su entrambi i marciapiedi che non si sa mai, metti che arriva....e poi via, non ci pensiamo piu'. Avevo acceso la radio e canticchiavo mentre lucidavo la vetrata. Erano passati alcuni minuti quando vedo l'immagine di habibi riflessa....l'arabo era li' proprio dietro di me. Il cuore inizia a battermi forte mentre penso: "cazzo e' venuto! Alla fine e' venuto davvero!". Velocemente con la mente ritorno al mio discorso con l'amica marocchina di mio figlio: "com'era che dovevo dirgli????...Com'era???....Ah si....", mi volto di scatto a guardarlo, con un sorriso che partiva da un orecchio e finiva all altro e gli dico quasi urlante con una voce esaltata: "Salàm, habibi!!!". Lui mi guarda, mi sorride, piega la testa su un alto, alza un soppraciglio in un espressione interrogativa e non dice niente...Io lo guardavo, accidenti se era bello! Era proprio tanto tempo che non vedevo un uomo cosi' bello. Ed era bello anche se aveva un'aria stanca e la barba ricresciuta, sembrava che non avesse dormito molto, eppure mi sorrideva, ed era bellissimo. E il cuore mi batteva.
Dato che non mi parlava, che continuava a guardarmi in silenzio sorridendomi con quell'espressione incuriosita, visibilmente spiazzato dal mio saluto in arabo, dopotutto lo avevo chiamato ''amore mio'' ed era solo la seconda volta che lo vedevo, ruppi io il ghiaccio chiedendogli come stesse, mantenendo un tono allegro e pimpante ma cercando nello stesso tempo di apparire distaccata, di non fargli capire che lo stessi aspettando. Inizio' a raccontarmi che era stato fuori zona e che era rientrato da poco, era stato nella citta' del nord dove vivono le sue due figlie adolescenti, era andato a trovarle. Lo invitai ad entrare in negozio per parlare con piu' calma, gli diedi una sedia, io mi sistemai dietro il bancone e mi misi ad ascoltarlo. Gli dissi che non avendolo piu' visto avevo creduto che fosse tornato in Israele, mi rispose che aveva ancora delle cose da sistemare prima di partire, e che stava aspettando una telefonata importante da un albergo con cui sperava di fare il contratto per la prossima stagione estiva. Mi disse che gli mancava molto il suo bimbo, partito in Israele con la mamma una settimana prima, e che non vedeva l' ora di rivederlo. Mi disse che al momento alloggiava in una casa di vacanza di un suo amico che d'inverno restava chiusa, situata in un paese in collina a qualche chilometro da qui, che pero' tutte le mattine scendeva qui sulla costa perche' gli amici e le cose che aveva da fare erano qui. Mi fece tenerezza. Mi diede l'impressione di essere molto solo e smarrito. Me lo immaginai mentre la sera rientrava in questa casa vuota e mi chiesi dove e con chi facesse pranzo e cena ogni giorno, e come facesse per il bucato...(la mia vena di 'mamma protettrice' e' sempre stata una mia prerogativa..). Chiacchierammo a lungo ed io ero al settimo cielo. Mi piaceva, mi piaceva proprio tanto. E la cosa per me assolutamente piu' strana era che la mia attrazione verso di lui non era solo estetica, era proprio fisica, ed io ero 'spenta' da questo punto di vista da tanto, tantissimo tempo! Mi resi conto che lo desideravo proprio, desideravo fare l'amore con lui. E mentre mi parlava, io gli guardavo le labbra e immaginavo che mi baciasse, gli guardavo le mani, le grandi mani affusolate e curate che ha e immaginavo che mi accarezzasse. Ad un certo punto gli suono' il telefonino e si scuso' con me e usci' dal negozio per andare a rispondere. In quel momento aprii lo schermo del portatile che era sul bancone, con la pagina gia' aperta su facebook e scrissi nel mio status:
" Habibi......E' QUI!!!!!!!!!!!!!!!!!".
Lo vidi rientrare con un espressione sollevata e sorridente, abbassai lo schermo e gli chiesi se ci fossero buone novita', e lui mi rispose che si, che era proprio la telefonata che aspettava, quella di lavoro, che doveva andare a parlarci dopo una mezz'ora e che evidentemente ero io ad avergli portato fortuna. Mi fece molto piacere. Continuammo a chiacchierare ancora finche' non arrivo' l'ora di chiusura del negozio. Mi disse che sarebbe ripassato nei prossimi giorni per farmi sapere com'era andata, ma prima di andare via mi mise una mano sulla spalla sinistra e mi fece una carezza dicendomi: "visto che mi hai portato fortuna, magari cosi' me ne porterai ancora!". Non aveva la minima idea di quale agitazione scateno' ai miei ormoni quel suo gesto spontaneo e senza secondi fini....Avrei potuto saltargli addosso gettandogli le braccia al collo e baciarlo prima che si rendesse conto di qualcosa, se solo non fossi stata cosi' timida...Usci' dal negozio mentre io facevo la chiusura cassa e spegnevo le luci in preda ad uno stato di confusione, di ebetimento completo. Quella mano sulla mia spalla...quella sua mano sulla mia spalla era come se fosse rimasta appiccicata li'....e brividi continuavano a percorrere tutto il mio corpo....
Tornai a casa che ero al settimo cielo, quella sera! Quando mi ricollegai a facebook trovai i commenti sotto il mio status. Erano le amiche e gli amici a me piu' vicini che mi chiedevano contenti: "ma davvero e' venuto??? EVVAIIIIII!!!...E come e' andata? E cosa ha detto? Ti ha chiesto di uscire? Ti ha detto come si chiama? Quando vi rivedete?". L'amica di mio figlio mi chiamo' in chat e mi chiese tutta emozionata di raccontarle ogni cosa per filo e per segno ed io le dissi che appena lo avevo visto lo avevo salutato dicendogli "salàm habibi" e le raccontai della sua reazione, lei scoppio' a ridere e mi disse: "GRANDE! Ti stimo sorella! Lo hai detto e lo hai fatto!!! Bravissima!!! Ahahahaha". A quel punto mi resi conto che si, ora sapevo come si chiama, anche se ormai per tutti il suo nome era habibi, ma praticamente ero al punto di partenza, cioe'...non sapevo il suo numero di cellulare, non mi aveva chiesto un appuntamento, non avevo alcuna certezza che sarebbe ripassato e non conoscevo nessuno che lo conoscesse, e quindi, se non decideva di ripassare, non lo avrei piu' visto e non avevo modo di rintracciarlo. Ma che idiota accidenti!!!...
Quella sera pero', quando mi misi a letto, non riuscivo ad addormentarmi pensandolo e fantasticando cose che sarebbero anche normali, dopotutto non sono mica una ragazzina, sono pur sempre una donna di quarant'anni, no?...Eppure non erano da me quei pensieri. Si perche' lui scaturiva in me veri e propri pensieri erotici....
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